I Criteria di Riccione ci hanno restituito un nuoto piemontese in grandissima salute. I nostri atleti hanno confermato le aspettative dei tecnici facendo incetta di medaglie e di record. Una situazione che non è passata inosservata agli occhi del Ct Butini. Riportiamo di seguito l'intervista effettuata al commissario tecnico da Giorgio Viberti, giornalista de La Stampa.
Si sono conclusi a Riccione i Criteria di nuoto, cioè i campionati italiani giovanili invernali sia al maschile che al femminile, per la categorie cadetti, juniores e ragazzi. In sei giorni di manifestazione allo Stadio del Nuoto di Riccione hanno gareggiato 2000 atleti (916 femmine e 1084 maschi) di 281 società, impegnati in oltre 4300 gare individuali e 600 staffette (305 femminili e 295 maschili).
“Sono numeri che già da soli sottolineano l’importanza del movimento natatorio in Italia - ha sottolineato Cesare Butini, ct della Nazionale Italiana che nei prossimi mesi parteciperà agli Europei di Londra e poi ai Giochi di Rio -. Ho visto molte individualità che potranno tornare utili presto per la Nazionale maggiore”.
Sugli spalti sempre gremiti si sono visti anche numerosi campioni del recente passato azzurro, come Massimiliano Rosolino, Domenico Fioravanti, Emiliano Brembilla, Alessio Boggiatto, Andrea Beccari e Tanya Vannini, uno stimolo in più per i giovani che si cimentavano in vasca. Fra i quali si sono visti numerosi i talenti dal sicuro avvenire.
“Qualche nome? - ha continuato il ct Butini -. Per adesso è prematuro farne, ma Miressi, Orlando, Fava, Bracco e Guerra sono ragazzi che certamente potranno fare molto bene in futuro. E m fa piacere che anche il livello medio delle ragazze sia decisamente migliorato. Fra tutte mi sono piaciute in particolare Cusinato, Franceschi, Musumeci e Verona».
«Evidentemente Federica Pellegrini, ma anche Alessia Filippi, hanno fatto scuola e la base del nostro nuoto giovanile si è allargata. Molte società, anche piccole, stanno lavorando bene. E ho apprezzato molto il ritorno a ottimi livelli di Torino e del Piemonte, che da qualche anno ormai sta tornando ai livelli del passato”.
Non c’è il rischio, però, che alcune società sottopongano i propri ragazzi a super allenamenti? Non sono rari infatti i casi di doppie sedute giornaliere... “Non demonizziamo il doppio allenamento - ha sottolineato Butini -, soprattutto se mirato con lavori tecnici a completare quelli in vasca”.
Giorgio Lamberti, ex primatista e campione mondiale dei 200 sl, uno dei più grandi nuotatori nella storia azzurra, predica però prudenza: “Io ho tre figli che nuotano nelle categorie giovanili - ha detto l’ex campione, oggi 47enne - e so che cosa significa essere così impegnati a quell’età. Bisogna fare attenzione a non stufarli prima del tempo”.
Attento all’aspetto mentale e psicologico è anche Domenico Fioravanti, 38 anni, il primo nuotatore italiano nella storia a vincere un oro olimpico, nei 200 rana a Sydney 2000, poi subito bissato nei 100: “Ricordo che i miei primi campionati italiani li feci a 16 anni, non prima. Non ero molto precoce e cominciai a vincere abbastanza tardi. Oggi invece vedo alcuni ragazzi che a 15 anni sono già stanchi di nuotare e lasciano l’attività agonistica. Mi sembra che a volte si esageri con i ritmi di allenamento”.
Anche Massimiliano Rosolino - 37 anni e vincitore in carriera di ben 60 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei - presto dovrà affrontare il problema per le sue due bimbe: “Per adesso in piscina fanno solo il bagnetto, ma presto toccherà anche a loro. Il nuoto è uno sport meraviglioso, tuttora non riesco a vivere senza una piscina, ma se si forzano troppo i tempi e i modi con i giovani si rischia di causare un rigetto”.
Lamberti, Fioravanti e Rosolino erano tutti molto legati ad Alberto Castagnetti, l’ex ct azzurro scomparso prematuramente nel 2009 del quale Butini ha raccolto la pesante eredità: “Tutti insieme, tecnici, Federazione e società - ha precisato l’attuale tecnico della Nazionale - siamo riuscita a colmare almeno in parte il vuoto lasciato da Castagnetti. E i risultati di questi Criteria di Riccione ci fanno pensare di essere sulla buona strada. I centri federali di Verona e Ostia sono diventati punti fermi anche per l’attività giovanile e chissà che in un futuro non lontano non se ne possa creare uno anche a Torino”.
L'intervista è consultabile al seguente link: http://www.lastampa.it/2016/04/07/sport/nuoto/nuoto-sulle-orme-di-rosolino-e-della-pellegrini-tante-future-star-dai-tricolori-giovanili-di-riccione-EycBXue07kQYPtAg9dEcNL/pagina.html
Il ct Butini plaude ai nostri atleti
NUOTO · Pubblicata il 09/04/2016










