FIN - C.R.Piemonte e Valle d'Aosta

In ricordo del grande Fulvio Albanese...

NUOTO  ·  Pubblicata il 07/11/2014

Sono già passati due anni da quel 7 novembre 2012, un giorno maledetto per il mondo del nuoto italiano e soprattutto piemontese, il giorno in cui un brutto male si portò via Fulvio Albanese. Nato a Genova nel 1956, buoni trascorsi pallanuotistici con la Sisport e poi la folgorazione verso quella carriera da allenatore che da lì a poco lo avrebbe consacrato, In un ambiente, quello natatorio, spesso fiero e geloso custode dei propri segreti, Fulvio era persona affabile e sempre disponibile a parlare con tutti.

Uomo di grande cultura, non solo sportiva, viveva il suo lavoro con grande passione e professionalità, ma al tempo stesso con una pazienza a prova di bomba che ogni tanto veniva messa a dura prova dai suoi atleti e dai media. Lui era così, non si scomponeva, raccontava, spiegava, annuiva o negava, ma lo faceva sempre con un'educazione non comune e non scontata in un mondo - non solo sportivo - dove ormai tutto sembra dovuto. Fulvio Albanese aveva sempre una spiegazione per tutto. Difficile se non impossibile ricordarne una protesta, neppure quando agli Europei di Budapest 2006 il suo pupillo Loris Facci venne squalificato con al collo la medaglia d'oro. Se polemiche dovevano essere, di certo non le esternava mai pubblicamente. Era così Fulvio Albanese, un signore, un grandissimo signore.

Allenatore prima, direttore tecnico poi, e ancora maestro, talent-scout e in alcuni momenti anche psicologo, seppe trasmettere la sua passione e i suoi insegnamenti a tanti grandi atleti, dal già citato Facci a Federico Cappellazzo, da Andrea Beccari a Luca Signori, e poi ancora Laura La Piana, Marta Polizzotto e Francesco Fornaris solo per citare i primi che tornano alla mente. Ma con lui si formarono grandi tecnici, primo tra tutti Claudio Rossetto che da Fulvio raccolse il testimone.

Il suo più grande avversario era il cronometro, quelle fatidiche lancette contro cui combatteva per portare i suoi atleti al top. Quelle stesse lancette che hanno continuato a scandire il tempo da quel maledetto 7 novembre 2012. Sono già passati due anni, ma il ricordo è rimasto indelebile e non finiremo mai di ringraziarlo per quello che ci ha trasmesso e per il bellissimo ricordo che ci ha lasciato.

Il Presidente Marco Sublimi e tutto lo staff della FIN Piemonte e Valle d'Aosta