Nella giornata simbolo, caratterizzata dalla chiusura degli impianti natatori come grido di allarme per l’aumento dei costi dell’energia, il Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta della Federazione Italiana Nuoto, in collaborazione con il coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, ha istituito una tavola rotonda di confronto attorno alla quale si sono seduti i Gestori di Impianti assieme ai vertici Regionali del Coni e agli esponenti istituzionali della Regione.
Sul territorio piemontese sono presenti circa 70 piscine coperte, un patrimonio impiantistico stimato di 300 milioni di euro e che ogni hanno fattura circa 35 milioni di euro. All’interno di questi impianti lavorano più di 2500 persone che garantiscono a 350 000 praticanti la possibilità di svolgere l’attività natatoria. Un’attività che ogni anno registra più di 8 milioni di ingressi. 5 federazioni sportive e 15 enti di promozione sportiva utilizzano le piscine e sono ben 10 000 i tesserati agonistici FIN. Stiamo parlando di una realtà che, nelle ultime Olimpiadi svolte a Tokyo, ha portato al Piemonte la bellezza di 7 medaglie.
Al tavolo di confronto sono state presentate, da parte dei gestori, le possibili soluzioni alle evidenti problematiche. I rappresentanti del settore piscine hanno infatti esposto, ai presenti, tre possibili soluzioni. In primo luogo hanno chiesto ristori immediati per scongiurare le chiusure: si tratterebbe di un’azione congiunta tra Governo, Regioni e Comuni per mettere in piedi un ammortizzatore degli aumenti energetici. Nel recente decreto ristori è stata apprezzata l’attenzione finalmente data al settore piscine ma è stata segnalata purtroppo l’insufficienza di risorse per arginare la crisi di questo periodo. I gestori hanno anche fatto notare che, in un anno e mezzo di crisi pandemica, nessuno ha saputo cogliere la differenza tra impianti sportivi energivori e non energivori e inoltre hanno anche aggiunto che il ristoro avrebbe dovuto riguardare quelle società che dimostravano una sofferenza attraverso un passivo di bilancio.
Come seconda soluzione si è poi parlato dell’estendere l’Ecobonus 110% agli impianti sportivi energivori. Un intervento massivo per l’efficientamento energetico degli impianti e la riduzione delle emissioni che permetterebbe la valorizzazione del patrimonio impiantistico e che renderebbe quest’ultimo più gestibile dal punto di vista dei costi energetici e resiliente alla sfida del tempo.
In terzo luogo si è discusso dei costi dell’energia, dove si è reso noto, che è indispensabile che il MISE annoveri le Piscine negli aiuti previsti per le imprese energivore.
A fare il punto delle iniziative proposte e a dare una visione della situazione attuale del settore è stato Gianluca Albonico, Presidente del Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta della Federazione Italiana Nuoto, che ha dichiarato: “Abbiamo rappresentato la situazione degli impianti natatori, oggi chiusi non come protesta contro le istituzioni ma per dire con forza che la situazione è al capolinea. Non ci sono più i presupposti per continuare a restare aperti - aggiunge Albonico – i costi energetici per attività estremamente energivore come quelle delle piscine al chiuso sono pari al 40% del bilancio totale. Abbiamo riscontrato inoltre aumenti di più del 100% e non ci sono quindi armi o soluzioni da mettere in campo, si può solo che chiudere!”.
Presente al tavolo di confronto anche il Presidente regionale del CONI, Stefano Mossino, che ha manifestato massima condivisione con quanto esposto dai Gestori: “La situazione è complicata e rischiosa sotto aspetti di presidio sociale, economico e di tutela della salute. Se si riflette sui dati esposti, gli aiuti immediati richiesti, sono soldi risparmiati. Se si chiudessero i 70 impianti del territorio più di 2500 lavoratori dovrebbero accedere agli ammortizzatori sociali, senza parlare del fatto che 350mila persone perderebbero la possibilità di andare in Piscina e questo comporterebbe gravi conseguenze a livello sociale e sanitario”.
Il tema piscine era stato affrontato già in precedenza dal Comune di Torino anche se per ora senza riscontrare risultati. A tal proposito è intervenuto Domenico Carretta, Assessore allo Sport, che durante il suo intervento ha dichiarato: “Abbiamo inoltrato una lettera al Governo, sottoscritta dagli Assessori allo Sport di 8 città metropolitane. Lettera alla quale ancora non abbiamo ricevuto risposta”. All’interno del documento citato dall’Assessore Carretta, le amministrazioni sottolineavano la grande preoccupazione riguardo le conseguenze del caro bollette luce e gas sui gestori degli impianti sportivi delle città del territorio piemontese. Nel documento si evidenzia anche quanto testimoniato dalle evidenze scientifiche circa l’offerta dei servizi sportivi ai cittadini e quindi l’educazione ad un corretto stile di vita sia un concreto risparmio alle casse del Servizio Sanitario Nazionale.
Presenti al tavolo anche Franco Graglia, Vice-Presidente della Regione Piemonte, e Alessandra Biletta, Consigliere della Regione Piemonte, che hanno portato il loro pensiero di vicinanza al settore. Successivamente il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dopo essersi messo in contatto telefonicamente con il Presidente Albonico, ha dichiarato sui canali social: “Parliamo di un mondo che dà lavoro a tantissime persone e che ora viene ulteriormente colpito dai rincari che il costo dell’energia ha portato nelle bollette e nelle spese di mantenimento (che per questi impianti sono estremamente elevati con le utenze che arrivano perfino al 40% dei costi complessivi per garantirne il funzionamento). Anche insieme all’assessore allo Sport Fabbrizio Ricca lavoreremo per trovare tutte le strade possibili, sia a livello nazionale che regionale. Da una parte sollecitando il Governo, affinché vengano stanziati dei ristori che tengano conto di questa criticità, e dall’altra sul nostro territorio istituendo un fondo di emergenza regionale che possa essere di supporto, anche coinvolgendo le grandi aziende produttrici di energia. Parallelamente, attraverso uno specifico ordine del giorno in Consiglio regionale ci attiveremo per una sinergia tra Governo, Regioni, Anci per gli Enti locali e Coni. Ne va del futuro e della vita di tante famiglie, ma anche del futuro dei nostri impianti che hanno bisogno di essere vissuti e di restare aperti, perché ancor peggio dell’usura del tempo c’è quella del non utilizzo.”
Alla tavola di confronto erano presenti anche: Roberto Bodritto (Sindaco di Cortemilia), Andrea Cauda (Sindaco di Montà d’Alba), Marco Arneodo (Sindaco di Roccabruna), Walter Cornero (Sindaco di Sommariva Perno), Simone Nosenzo (Sindaco di Nizza Monferrato), Daniele Sobrero (Assessore allo Sport del Comune di Alba), Cristina Clerico (Assessore allo Sport del Comune di Cuneo), Paolo Tesio (Assessore allo Sport del Comune di Savigliano), Franco Abbà (Gestore SA-FA 2000), Patrizia Alfano (Presidente UISP Regione Piemonte), Cesare Bardella (Gestore Piscina di Caselle Torinese), Federico Cappellazzo (Direttore Tecnico della Rari Nantes Torino), Andrea Cuteri (Gestore CSR), Luca Longo (Gestore Dinamica ssd), Andrea Mangherini (FIPSAS), Sergio Salvetti (Gestore Dinamica Sport), Luca Vergnano (Gestore Centro Nuoto Torino) e Maurizio Pautassi (Gestore CSR).










