FIN
 
L'intervista del Presidente Paolo Barelli su Radio1
 
 

Intervistato su Radio1 da Sandro Fioravanti, il Presidente della FIN e della LEN Paolo Barelli ha parlato così a proposito del momento che associazioni sportive e impianti stanno attraversando nell’ambito dell’emergenza Covid-19.

 

“Il problema è grande per il nostro paese, per l’Europa e per tutto il mondo e la sua risoluzione non è ancora definita. Non si può dire quale categoria sia più colpita, sappiamo che il paese è in crisi e che al termine dell’emergenza sanitaria ci sarà quella economica e finanziaria, che dobbiamo curare e prevenire.

 

Lo sport è una parte 'debole', perché in Italia si regge sulle associazioni sportive, a loro volta rette principalmente da volontariato sportivo e passione. Lo sport muove comunque cifre importanti del PIL italiano, direttamente e indirettamente. E permette a tutti i cittadini di praticare attività motoria, che significa stare in forma e meno spese sanitarie in futuro per la società. È quindi un settore importante dal punto di vista sociale ed economico.

 

In particolare, il nuoto insegna a salvare la vita propria e degli altri, pertanto ha un valore sociale particolarmente importante. Si sviluppa sugli impianti, che richiedono cura e manutenzione anche se chiusi, che sono costosi da gestire. C’è bisogno di un sostegno economico perché dietro gli impianti non ci sono aziende profittevoli che possono investire i guadagni del passato.

 

È complicato pretendere di ricevere aiuti diretti alla propria categoria, perché tanti si trovano nella nostra situazione. Penso però che si debba intervenire in vari modi. Per esempio dando un forte sostegno alle società sportive attraverso l’accesso del credito presso gli istituti bancari, cosa che oggi è complicata per la natura giuridica delle società stesse. Si sta lavorando in questo senso e spero che nel prossimo decreto ci siano novità in proposito.

 

Occorre poi fare in modo che il pagamento di tutti i costi di utenza sia posticipato di qualche mese, rateizzato in maniera ampia e senza interessi. Occorre che gli affitti degli impianti si possano bloccare e pagare in seguito. Serve un contributo in termini di liquidità per affrontare un periodo che si prospetta lungo. Infine, serve un sostegno ai lavoratori dello sport, a metà strada tra “appassionati” e figure professionali che comunque ricevono un compenso in ambito sportivo.

 

In Italia lo sport è organizzato dalle società sportive, non a scuola e nelle università, non dai Comuni. Se lo stato non interviene in modo chiaro e diretto, anche con contributi immediati, le società rischiano di morire; e con esse lo sport, di alto livello e di base. Si tratta di una grande sfida e il mondo sportivo la affronterà come sempre con determinazione, per il bene di tutti i cittadini italiani".


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Pubblicata il 05/04/2020
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